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Il tufo e
l'ambiente
naturale
il tufo
Il
tufo
L'ambiente naturale
Il biotipo del Monte Penna
Se volessimo cercare in una parola un simbolo
che rappresentasse il territorio di Sorano e Pitigliano la
troveremo nel tufo, elemento che da sempre ha caratterizzato
la zona.
Questa roccia di origine vulcanica è senz’altro la caratteristica
principale del territorio : il tufo ha modellato un paesaggio di singolare bellezza
nel quale si alternano gole, balze ed altipiani. Al tufo è legata la storia
di questa parte della Maremma: nel tufo hanno scavato le loro abitazioni le popolazioni
preistoriche (abitazioni ipogee), gli etruschi vi collocarono le loro necropoli
e le vie di comunicazione (vie cave), i coloni romani sfruttarono le particolarità di
questa roccia facilmente lavorabile collocandovi i colombari, le pestarole, gli
ziri, le fornaci ecc.
Fin dai tempi remoti i primi insediamenti approfittarono della naturale conformazione
del territorio; la lenta ma inesorabile erosione dei corsi d’acqua aveva
disciolto il tufo e creato un ambiente aspro ed inospitale che garantiva con
pochi accorgimenti (fortificazioni) la totale inattaccabilità di questi
villaggi.
Già nel nucleo originario dei borghi più importanti i primi abitanti
avevano intuito le qualità di queste rocce vulcaniche. Potevano trarne
blocchi lavorabili ad uso di pietrame da edilizia, perché esposto all’aria
prendeva maggior consistenza, e la facilità estrattiva era conveniente.
Laddove poi l’edificio richiedesse ampliamenti potevano
comodamente scegliere se accrescerlo in altezza oppure scavare
le fondamenta ottenendo così nuovi ambienti adatti
ad ospitare cantine, ripostigli, ma anche perfetti vani ad
uso abitativo che mantenevano costante la temperatura durante
tutto il corso dell’anno.
Le zone circostanti poi risultavano molto fertili ed adatte
alle colture dei vitigni ed uliveti, infatti le ceneri vulcaniche
riescono adattabilissime alla vegetazione dopo essere state
disgregate e convertite in una terra fertile dagli agenti
atmosferici.
L'origine geologica del tufo
I vulcani durante la loro attività esplosiva emettono
dei materiali che dopo aver subito un trasporto più o
meno prolungato si depositano in ambiente subacqueo o subaereo.
I materiali incoerenti vengono successivamente cementati
e trasformati in rocce coerenti chiamate piroclastiche.
I tufi sono i tipi più diffusi di rocce piroclastiche.
Risultano formati in massima parte da materiale di dimensioni
comprese fra i 30 mm e 2 mm (lapilli). Durante l’attività esplosiva
di un vulcano vengono emessi lapilli che subiscono un trasporto
più o meno lungo finchè si depositano. L’ambiente
in cui avviene la deposizione può essere
estremamente variabile e, insieme alla composizione della
roccia, determina le caratteristiche di colore, struttura
e tessitura dei tufi.
Nella zona delle pendici maremmane del Monte Amiata (edificio
vulcanico di età quaternaria, c.a. 400.000 anni fa)
la struttura del territorio è costituita da sovrapposizioni
di strati di ceneri vulcaniche formate da tufi grigi che
racchiudono palle tondeggianti di scorie cellulose con grani
di lava coriacea bigia; al tufo grigio friabile subentra
il tufo giallo che contiene piccolissimi cristalli di feldspato.
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Interno di un'abitazione ipogea
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Pitigliano
sorge su una rupe tufacea
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